Attività di ricerca

PERLE 4…IL RISCATTO DURANTE LA PANDEMIA

Nunzia Antonicelli, 18 Aprile 2021

Una studentessa universitaria alle prime armi, lanciata su una nave oceanografica “alle calcagna” della LIW (Levantine Intermediate Water): sì, sembra l’inizio di un racconto di fantascienza, soprattutto in tempi di Covid, e invece è la realtà!

A bordo dell’Atalante, nave oceanografica francese gestita dall’Ifremer, un equipaggio composto da scienziati di diverse nazionalità, si è inoltrato nel Mediterraneo orientale, partendo dal porto di La Seyne-sur-Mer per studiare la formazione e la dispersione dell’acqua levantina intermedia, una massa d’acqua del Mar Mediterraneo con caratteristiche uniche.

La nave oceanografica L’Atalante

PERLE4, la campagna oceanografica a cui ho avuto l’onore di partecipare, è stata l’occasione per La!DOM di riscattarsi dall’esperienza di PERLE3,interrotta dopo una sola settimana dalla partenza a causa della pandemia Sars-Cov19.


Il progetto si è dimostrato fin da subito ambizioso, con un programma fitto di stazioni da campionare e parametri da misurare. Il nostro contributo consisteva nel raccogliere campioni di acqua di mare, filtrarli e una volta a terra misurare le proprietà ottiche (assorbimento e fluorescenza) della DOM. In collaborazione con Daniel Repeta (WHOI, US) abbiamo raccolto campioni per studiare l’attività di due enzimi: la C-P liasi e l’Alcalin Fosfatasi; in collaborazione con Benjamin Misson (MIO; Francia) abbiamo raccolto campioni di DNA attraverso metodi e strumenti nuovi anche per noi. Infine abbiamo effettuato un esperimento d’incubazione per studiare se i procarioti eterotrofi presenti nell’acqua superficiale ed intermedia siano in grado di usare con diversa efficienza la DOM ad alto peso molecolare (HMW DOM), concentrata attraverso il nostro apparato di ultrafiltrazione.

Alle prese con i campionamenti

In questa avventura non ero sola, Giancarlo e Valter sono stati insieme a me il team de La!DOM in trasferta. Per me e Valtere si è trattato del battesimo del mare, ovvero la prima esperienza in una campagna oceanografica.

La prima volta non si scorda mai

Inizialmente, osservando i vari protocolli e ascoltando chi è più esperto di me, mi sembrava che il lavoro sulla nave sarebbe stato quasi ingestibile.
Una volta a bordo però le cose cambiano; il tuo ritmo si adegua a quello della rosetta, sei sempre pronto a raccogliere i campioni nel più breve tempo possibile e a metterti subito all’opera.

Poi con due compagni di viaggio è tutto più semplice, bisogna ammetterlo.
È vero, la stanchezza di tanto in tanto si fa sentire, ma nulla che una bella canzone nel laboratorio accanto o un animaletto curioso trovato nei retini del team dello zooplankton non possa spazzar via.


La!DOM alla conquista della rosetta


Lavorare in un ambiente così ricco di input e di conoscenze permette di conoscere altri campi di ricerca e in alcune occasioni si creano delle collaborazioni che potrebbero portare a piacevoli sorprese.

Il mooring, PERLE4 non si fa mancare nulla

Il recupero del mooring è stato uno degli eventi più attesi di questa esperienza. Il mooring, un insieme di strumenti e sensori, è stato ancorato al fondo durante la prima missione oceanografica del progetto PERLE. L’obiettivo iniziale era quello di recuperarlo a distanza di un anno, durante PERLE2, ma questo non è stato possibile, oserei dire per mia fortuna, dato che questo mi ha permesso di assistere in prima persona!
All’alba del 16 Aprile, l’Atalante è riuscita ad intercettare e sganciare il mooring dal fondo. Una volta recuperati i vari componenti, tutti si sono adoperati per constatarne le condizioni. Eccetto qualche “incidente” (come i pesci inspiegabilmente entrati nelle trappole di sedimento), sembra che i vari strumenti abbiano fatto il loro dovere nel corso di questi tre anni; aspettiamo perciò impazienti di conoscerne i risultati.

Il mooring arriva a bordo de l’Atalante

Non solo scienza

Da persona alla sua prima esperienza su di una nave oceanografica non posso ignorarne il lato umano.
I legami che si creano in questa occasione sono speciali, alcuni poco duraturi in effetti, ma sono fondamentali in mezzo al mare. A partire dal rapporto che si crea con i tuoi colleghi: il team La!DOM è stato fantastico, anche se Valtere ha dovuto avere molta pazienza con i continui punzecchiamenti tra me e Giancarlo, ed entrambi hanno dovuto avere molta pazienza con la mia inesperienza.

I legami con gli altri ricercatori sono altrettanto importanti, si creano amicizie che permettono di conoscere realtà differenti e affascinanti. E poi ci si diverte insieme, perché la campagna oceanografica è anche questo, momenti di pausa in cui poter sgombrare la mente e sgranchirsi le ossa, ad esempio con una bella partita a ping pong o un torneo di baby foot (biliardino). Oppure passare qualche ora a prendere il sole sul ponte come delle piccole lucertole.

Momento di relax sull’amaca

Una volta a terra non posso far altro che ringraziare di cuore La!DOM per avermi dato la possibilita’ di aver vissuto questa bellissima esperienza!

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